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-Questo è il sito non ufficiale del mensile L’Europeo-
Il primo numero del settimanale L’Europeo uscì il 4 novembre 1945 con un editoriale di Bertrand Russell e una presentazione del direttore-fondatore Arrigo Benedetti (lo stesso che, 10 anni dopo, fondò L’Espresso). Benedetti concepì e realizzò un giornale i cui capisaldi erano:
- grande dignità all’immagine fotografica
- collocazione politica-culturale di impronta laica, liberale, azionista, repubblicana ma senza connessione o dipendenza da alcun partito
- la cifra giornalistica era quella dell’inchiesta e del racconto (andare, vedere, ascoltare, fare domande e poi raccontare).
Alla “scuola giornalistica” di Benedetti parteciparono giovani e meno giovani come Camilla Cederna, Tommaso Besozzi, Oriana Fallaci, Vittorio Gorresio, Vittorio Zincone, Nicola Adelfi, Sandro De Feo, Mino Monicelli, Ennio Flaiano, Giorgio Bocca e altri ancora; il corrispondente dagli Usa era Ugo Stille, l’inviato di esteri Mario Pannunzio (che poi fondò Il Mondo), il critico cinematografico Alberto Moravia (e successivamente Mario Soldati, Giuseppe Marotta, Enzo Biagi, Oreste del Buono, Claudio Carabba).
Dopo Benedetti i direttori furono Michele Serra, Giorgio Fattori e Tommaso Giglio.
Quando questi venne sollevato dall’incarico, a fine 1976, iniziò la china discendente del settimanale, che, pur conservando un certo prestigio, fu costretto a chiudere le pubblicazioni nel 1995 (tra i vari direttori post-Giglio troviamo Gianluigi Melega, Gianni Valentini, Lamberto Sechi, Claudio Rinaldi, Lanfranco Vaccari, Vittorio Feltri e infine Daniele Protti).
Il settimanale si è avvalso di grandi fotografi (che spesso erano anche redattori e inviati) come Gianfranco Moroldo, Ferdinando Scianna, Piero Raffaelli, Stefano Archetti, Duilio Pallottelli, Gianni Roghi, Enzo Luceri e altri ancora.
L’ultimo numero, nella primavera 1995, fu uno “speciale” con formato e grafica del primo numero, e fece il record di vendite (318mila copie) nella storia del settimanale.
La testata tornò in edicola nel 2001 e 2002 come trimestrale, poi bimestrale dal 2003 al 2007 e mensile dal 2008.
Da allora la nuova formula editoriale impostata dal direttore Daniele Protti è quella della ricostruzione della storia (italiana ma non solo) attraverso la cronaca, con un mix tra la ripubblicazione dei pezzi delle firme più prestigiose del settimanale e la produzione di nuovi articoli, con le migliori firme del Corriere della Sera e la partecipazione di scrittori come Valerio Evangelisti, Adriano Sofri, Gianrico Carofiglio, Carlo Lucarelli, Luca Sofri e altri ancora.
I numeri sono sempre monotematici.
La formula editoriale contempla la migliore carta esistente sul mercato, investimenti notevoli per la fotografia. Si tratta di una rivista molto costosa, con una filiazione media superiore alle 200 pagine.
L’ultimo numero del 2008 è il cinquantesimo volume della nuova serie editoriale.